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Art. 1. - Finalità della legge.
1. La presente legge stabilisce. i principi fondamentali in
materia di tutela dell'ambiente abitativo
dall'inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti
dell'articolo 117 della Costituzione.
2. I principi generali desumibili dalla presente legge costituiscono
per le regioni a statuto speciale e per
le province autonome di Trento e Bolzano norme fondamentali
di riforma economico-sociale della
Repubblica.
Art. 2. - Definizioni.
1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) inquinamento acustico:
l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente
esterno tale
da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane,
pericolo per la salute umana,
deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti,
dell'ambiente abitativo o
dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime
fruizioni degli ambienti stessi;
b) ambiente abitativo: ogni ambiente
interno a un edificio destinato alla permanenza di persone o di
comunità ed utilizzato per le diverse attività umane, fatta
eccezione per gli ambienti destinati ad
attività produttive per i quali resta ferma la disciplina di cui al
decreto legislativo 15 agosto 1991 n. 277, salvo per quanto
concerne l'immissione di rumore da sorgenti sonore esterne ai locali
in cui si svolgono le attività produttive;
c) sorgenti sonore fisse: gli impianti
tecnici degli edifici e le altre installazioni unite agli immobili
anche in via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; le
infrastrutture stradali, ferroviarie,
aeroportuali, marittime, industriali, artigianali, commerciali e
agricole; i parcheggi; le aree adibite a
stabilimenti di movimentazione merci; i depositi del mezzi di
trasporto di persone e merci; le aree
adibite a attività sportive e ricreative;
d) sorgenti sonore mobili: tutte le
sorgenti sonore non comprese nella lettera c)
e) valori limite di emissione: il
valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente
sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa;
f) valore limite di immissione: il
valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più
sorgenti sonore nell'ambiente abitativo nell'ambiente esterno,
misurato in prossimità dei ricettori;
g) valori di attenzione: il valore di
immissione che segnala la presenza di un potenziale rischio per la
salute umana o per l'ambiente;
h) valori di qualità: i valori di
rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le
tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare
gli obiettivi di tutela previsti dalla
presente legge.
2. I valori di cui al comma 1, lettere
e), f), g) e h), sono determinati in funzione della tipologia della
sorgente, del periodo della giornata e della destinazione d'uso
della zona da proteggere.
3. I valori limite di immissione sono
distinti in:
a) valori limite assoluti, determinati
con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale;
b) valori limite differenziali,
determinati con riferimento alla differenza tra il livello
equivalente di
rumore ambientale e il rumore residuo.
4. Restano ferme le altre definizioni
di cui all'allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 1 marzo 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57
dell'8 marzo 1991.
5. I provvedimenti per la limitazione
delle emissioni sonore sono di natura amministrativa, tecnica,
costruttiva e gestionale. Rientrano in tale ambito:
a) le prescrizioni relative ai livelli
sonori ammissibili, ai metodi di misurazione del rumore, alle regole
applicabili alla fabbricazione;
b) le procedure di collaudo, di
omologazione e di certificazione che attestino la conformità dei
prodotti
alle prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili; la
marcatura dei prodotti e dei dispositivo
attestante l'avvenuta omologazione;
c) gli interventi di riduzione del
rumore, distinti in interventi attivi di riduzione delle emissioni
sonore
delle sorgenti e in interventi passivi, adottati nei luoghi di
immissione o lungo la via d propagazione
dalla sorgente al ricettore o sul ricettore stesso;
d) i piani dei trasporti urbani piani
urbani del traffico; i piani dei trasporti provinciali o regionali e
i
piani del traffico per la mobilità extraurbana; la pianificazione e
gestione del traffico stradale,
ferroviario, aeroportuale e marittimo;
e) la pianificazione urbanistica, gli
interventi di delocalizzazione di attività rumorose o di ricettori
particolarmente sensibili.
6. Ai fini della presente legge
definito tecnico competente la figura professionale idonea ad
effettuare le
misurazioni, verificare l'ottemperanza ai valori definiti dalle
vigenti norme, redigere i piani di
risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo
tecnico competente deve essere in
possesso del diploma, di scuola media superiore a indirizzo tecnico
del diploma universitario a
indirizzo scientifico ovvero del diploma di laurea a indirizzo
scientifico. [(vedi note)]
7. L'attività di tecnico competente
può essere svolta previa presentazione di apposita domanda
all'assessorato regionale competente in materia ambientale corredata
da documentazione comprovante
l'aver svolto attività, in modo non occasionale, nel campo
dell'acustica ambientale da almeno quattro
anni per i diplomati e da almeno due anni per i laureati o per i
titolari di diploma universitario. [(vedi
note)]
8. Le attività di cui al comma 6
possono essere svolte altresì da coloro che, in possesso del diploma
di
scuola media superiore, siano in servizio presso le strutture
pubbliche territoriali e vi svolgano la
propria attività nel campo dell'acustica ambientale, alla data di
entrata in vigore della presente legge
nonche' da coloro che, a prescindere dal titolo di studio, possano
dimostrare di avere svolto, alla data di
entrata in vigore della presente legge, per almeno cinque anni,
attivita' nel campo dell'acustica
ambientale in modo non occasionale. [(vedi note)]
9. I soggetti che effettuano i
controlli devono essere diversi da quelli che svolgono le attività
sulle quali
deve essere effettuato il controllo.
Art. 3. - Competenze
dello Stato.
1. Sono di competenza
dello Stato:
a) la determinazione, ai
sensi della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni,
con decreto
del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro
dell'Ambiente, di concerto con il
ministro della Sanità e sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, dei valori di cui
all'articolo 2; [(vedi note)]
b) il coordinamento
dell'attività e la definizione della normativa tecnica generale per
il collaudo,
l'omologazione, la certificazione e la verifica periodica dei
prodotti ai fini del contenimento e
dell'abbattimento del rumore; il ruolo e la qualificazione dei
soggetti preposti a tale attività nonché, per
gli aeromobili, per i natanti e per i veicoli circolanti su strada,
le procedure di verifica periodica dei
valori limite di emissione relativa ai prodotti medesimi. Tale
verifica, per i veicoli circolanti su strada,
avviene secondo le modalità di cui all'articolo 80 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni; [(vedi note)]
c) la determinazione, ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, con
decreto del ministro dell'Ambiente, di concerto con il ministro
della Sanità e, secondo le rispettive
competenze con il ministro dei Lavori pubblici, con il ministro dei
Trasporti e della navigazione e con
il ministro dell'Industria, del commercio e dell'artigianato, delle
tecniche di rilevamento e di
misurazione dell'inquinamento acustico, tenendo conto delle
peculiari caratteristiche del rumore
emesso da infrastrutture di trasporto; [(vedi note)]
d) il coordinamento
dell'attività di ricerca, di sperimentazione tecnico-scientifica ai
sensi della legge 8
luglio 1986, n. 349, e successi modificazioni, e dell'attività
raccolta, di elaborazione e di diffusione dei
dati. Al coordinamento provvede il ministro dell'Ambiente,
avvalendosi a tal fine anche dell'Istituto
superiore di sanità, del Consiglio nazionale delle ricerca (CNR),
dell'Ente per le nuove tecnologie,
l'energia e l'ambiente (Enea) dell'Agenzia nazionale per la
protezione dell'ambiente (Anpa) dell'Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoratori (Ispesl),
del Centro superiore ricerche e prove
autoveicoli e dispositivi (Csrpad) del ministero dei Trasporti e
della navigazione, nonché degli istituti e
dei dipartimenti universitari;
e) la determinazione,
fermo restando il rispetto dei valori determinati ai sensi della
lettera a), con
decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
ministro dell'Ambiente, di concerto
con il ministro della Sanità e secondo le rispettive competenze con
il ministro dei Lavori pubblici con il
ministro dell'Industria, del commercio e dell'artigianato e con il
ministro dei Trasporti e della
navigazione, dei requisiti acustici delle sorgenti sonore e dei
requisiti acustici passivi degli edifici e de
loro componenti, allo scopo di ridurre l'esposizione umana al
rumore. Per quanto attiene ai rumori
originati dai veicoli a motore definiti dal titolo III del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
successive modificazioni, restano salve la competenza e la procedura
di cui agli articoli 71, 72, 75 e 80
dello stesso decreto legislativo;
f) l'indicazione, con
decreto del ministro dei Lavori pubblici, di concerto con il
ministro dell'Ambiente
e con, il ministro dei Trasporti e della navigazione, dei criteri
per la progettazione, l'esecuzione e la
ristrutturazione delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture
dei trasporti ai fini della tutela
dall'inquinamento acustico;
g) la determinazione, con
decreto del ministro dell'Ambiente, di concerto con il ministro
dell'Industria,
del commercio e dell'artigianato ministro dei Trasporti e della
navigazione, dei requisiti acustici dei
sistemi di allarme anche antifurto con segnale acustico e dei
sistemi di refrigerazione, nonché la
disciplina della installazione, della manutenzione e dell'uso dei
sistemi di allarme anche antifurto e
anti-intrusione con segnale acustico installato su sorgenti mobili e
fisse, fatto salvo quanto previsto
dagli articoli 71, 72, 75, 79, 155 e 156 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni;
h) la determinazione, con
le procedure previste alla lettera e), dei requisiti acustici delle
sorgenti sonore
nei luoghi di intrattenimento danzante o di pubblico spettacolo e
nei pubblici esercizi; [(vedi note)]
i) l'adozione di piani
pluriennali per il contenimento delle emissioni sonore prodotte per
lo svolgimento
di servizi pubblici essenziali quali linee ferroviarie,
metropolitane, autostrade e strade statali entro
limiti stabiliti per ogni specifico sistema di trasporto, ferme
restando le competenze delle regioni, delle
province e dei comuni. e tenendo comunque conto delle disposizioni
di cui all'articolo 155 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
l) la determinazione, con
decreto del ministro dell'Ambiente, di concerto con i1 ministro dei
Trasporti e
della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore emesso da
imbarcazioni di qualsiasi natura e
della relativa disciplina per il contenimento dell'inquinamento
acustico;
m) la determinazione, con
decreto del ministro dell'Ambiente, di concerto con il ministro dei
Trasporti
e della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore emesso
dagli aeromobili e della relativa
disciplina per il contenimento dell'inquinamento acustico, con
particolare riguardo: [(vedi note)]
n) la predisposizione,
con decreto del ministro dell'Ambiente, sentite le associazioni di
protezione
ambientale riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge 8
luglio 1986, n. 349, nonché le
associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative, di
campagne di informazione del
consumatore e di educazione scolastica.
1) ai criteri generali e
specifici per la definizione di procedure di abbattimento del rumore
valevoli per
tutti gli aeroporti e all'adozione di misure di controllo e di
riduzione dell'inquinamento acustico
prodotto da aeromobili civili nella fase di decollo e di
atterraggio.
2) ai criteri per la
classificazione degli aeroporti in relazione al livello di
inquinamento acustico;
3) alla individuazione
delle zone di rispetto per le aree e le attività aeroportuali e ai
criteri per regolare
l'attività urbanistica nelle zone di rispetto. Ai fini della
presente disposizione per attività aeroportuali si
intendono sia le fasi di decollo o di atterraggio, sia quelle di
manutenzione, revisione e prove motori
degli aeromobili;
4) ai criteri per la
progettazione e la gestione dei sistemi di monitoraggio per il
controllo dei livelli di
inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti;
2. I decreti di cui al
comma 1, lettere a), c), e), h) e 1), sono emanati entro nove mesi
dalla data di
entrata in vigore della presente legge. I decreti di cui al comma 1,
lettere f), g) e m), sono emanati entro
diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. I provvedimenti
previsti dal comma 1, lettere a), c), d), e), f), g), h), i), l) e
m), devono esse
armonizzati con le direttive dell'Unione europea recepite dallo
Stato italiano e sottoposti ad
aggiornamento e verifica in funzione di nuovi elementi conoscitivi o
nuove situazioni.
4. I provvedimenti di
competenza dello Stato devono essere coordinati con quanto previsto
dal decreto
del Presidente del Consigli dei ministri 1º marzo 1991, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 57 dell'8
marzo 1991.
Art. 4. - Competenze
delle regioni.
1. Le regioni, entro il
termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente
legge,
definiscono con legge:
a) i criteri in base ai
quali i comuni, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a),
tenendo conto delle
preesistenti destinazioni d'uso del territorio e indicando altre
aree da destinarsi a spettacolo carattere
temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto procedono alla
classificazione del proprio territorio nelle
zone previste dalle vigenti disposizioni per l'applicazione dei
valori di qualità di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera h), stabilendo il divieto di contatto diretto di
aree, anche appartenenti comuni
confinanti, quando tali valori si discostano in misura superiore a 5
dBA di livello sonoro equivalente
misurato secondo i criteri generali stabiliti dal decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 1º
marzo 1991, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 57 dell'8 marzo
1991. Qualora nell'individuazione
delle aree nelle zone già urbanizzate non sia possibile rispettare
tale vincolo a causa di preesistenti
destinazioni d'uso, si prevede l'adozione dei piani di risanamento
di cui all'articolo 7;
b) i poteri sostitutivi
in caso a inerzia dei comuni o degli enti competenti ovvero di
conflitto tra gli
stessi;
c) modalità, scadenze e
sanzioni per l'obbligo di classificazione delle zone ai sensi della
lettera a) per
comuni che adottano nuovi strumenti urbanistici generali o
particolareggiati;
d) fermo restando
l'obbligo di cui all'articolo 8, comma 4, le modalità di controllo
del rispetto della
normativa per la tutela dall'inquinamento acustico all'atto del
rilascio delle concessioni edilizie relative
a nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive
sportive e ricreative e a postazione di
servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che
abilitano alla utilizzazione dei
medesimi immobili e infrastrutture, nonché dei provvedimenti di
licenza o di autorizzazione
all'esercizio di attività produttive;
e) le procedure e gli
eventuali ulteriori criteri, oltre a quelli di cui all'articolo 7,
per la predisposizione
l'adozione da parte del comuni di piani di risanamento acustico,
f) i criteri e le
condizioni per l'individuazione, da parte dei comuni il cui
territorio presenti un rilevante
interesse paesaggistico ambientale e turistico, di valori inferiori
a quelli determinati a i sensi
dell'articolo 3, comma 1, lettera a), della presente legge; tali
riduzioni non si applicano ai servizi
pubblici essenziali di cui all'articolo 1 della legge 12 giugno
1990, n. 146;
g) le modalità di
rilascio delle autorizzazioni comunali per lo svolgimento di
attività temporanee e di
manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico qualora esso
comporti l'impiego di macchinari o
di impianti rumorosi;
h) le competenze delle
province in materia di inquinamento acustico ai sensi della legge 8
giugno 1990,
n. 142;
i) l'organizzazione
nell'ambito del territorio regionale dei servizi di controllo di cui
all'articolo 14,
l) i criteri da seguire
per la redazione della documentazione di cui all'articolo 8, commi
2, 3 e 4;
m) i criteri per la
identificazione delle priorità temporali degli interventi di
bonifica acustica del
territorio.
2. Le regioni, in base
alle proposte pervenute e alle disponibilità finanziarie assegnate
dallo Stato,
definiscono le priorità e predispongono un piano regionale triennale
di intervento per la bonifica
dall'inquinamento acustico, fatte salve le competenze statali
relative ai piani di cui all'articolo 3,
comma 1, lettera i), per la redazione dei quali le regioni formulano
proposte non vincolanti. I comuni
adeguano i singoli piani di risanamento acustico di cui all'articolo
7 al piano regionale.
Art. 5. - Competenze
delle province
1. Sono di competenza
delle province:
a) le funzioni
amministrative in materia di inquinamento acustico prevista dalla
legge 8 giugno 1990, n.142;
b) le funzioni a esse
assegnate dalle leggi regionali di cui all'articolo 4;
c) le funzioni di
controllo e di vigilanza di cui all'articolo 14, comma 1.
Art. 6. - Competenze
dei comuni
1. Sono di competenza dei
comuni secondo le leggi statali e regionali e i rispettivi statuti:
a) la classificazione del
territorio comunale secondo i criteri previsti dall'articolo 4,
comma 1, lettera a);
b) il coordinamento degli
strumenti urbanistici già adottati con le determinazioni assunte ai
sensi della
lettera a),
c) l'adozione dei piani
di risanamento di cui all'articolo 7;
d) il controllo, secondo
le modalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del rispetto
della normativa
per la tutela dall'inquinamento acustico all'atto del rilascio delle
concessioni edilizie relative a nuovi
impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e
ricreative e a postazioni di servizi
commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano
alla utilizzazione dei medesimi
immobili e infrastrutture, nonché dei provvedimenti di licenza o di
autorizzazione all'esercizio di
attività produttive;
e) l'adozione di
regolamenti per l'attuazione della disciplina statale e regionale
per la tutela
dell'inquinamento acustico;
f) la rilevazione e il
controllo delle emissioni sonore prodotte dai veicoli, fatte salve
le disposizioni
contenute nel decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e
successive modificazioni;
g) i controlli di cui
all'articolo 14, comma 2;
h) l'autorizzazione,
anche in deroga ai valori limite di cui all'articolo 2, comma 3, per
lo svolgimento di
attività temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto
al pubblico e per spettacoli a
carattere temporaneo ovvero mobile, nel rispetto delle prescrizioni
indicate dal comune stesso.
2. Al fine di cui al
comma 1, lettera e), i comuni, entro un anno dalla data di entrata
in vigore della
presente legge, adeguano i regolamenti locali di igiene e sanità o
di polizia municipale, prevedendo
apposite norme contro l'inquinamento acustico, con particolare
riferimento al controllo, al
contenimento e all'abbattimento delle emissioni sonore derivanti
dalla circolazione degli autoveicoli e
dall'esercizio di attività che impiegano sorgenti sonore.
3. I comuni il cui
territorio presenti un rilevante interesse paesaggistico-ambientale
e turistico, hanno la
facoltà di individuare limiti di esposizione al rumore inferiori a
quelli determinati ai sensi dell'articolo
3, comma 1, lettera a), secondo gli indirizzi determinati dalla
regione di appartenenza, ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, lettera f). Tali riduzioni non si
applicano ai servizi pubblici essenziali di cui
all'articolo 1 della legge 12 giugno 1990, n.146.
4. Sono fatte salve le
azioni espletate dai comuni ai sensi del decreto del Presidente del
Consiglio del
ministri 1° marzo 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57
dell'8 marzo 1991, prima della data di
entrata in vigore della presente legge. Sono fatti salvi altresì gli
interventi di risanamento acustico già
effettuati dalle imprese ai sensi dell'articolo 3 del citato decreto
del Presidente del Consiglio dei
ministri 1° marzo 1991. Qualora detti interventi risultino
inadeguati rispetto ai limiti previsti dalla
classificazione del territorio comunale ai fini del relativo
adeguamento viene concesso alle imprese un
periodo di tempo pari a quello necessario per completare il piano di
ammortamento degli interventi di
bonifica in atto, qualora risultino conformi ai principi di cui alla
presente legge e ai criteri dettati dalle
regioni ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera a).
Art. 7. - Piani di
risanamento acustico
1. Nel caso di
superamento dei valori di attenzione di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera g), nonché
nell'ipotesi di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), ultimo
periodo i comuni provvedono all'adozione
di piani di risanamento acustico, assicurando il coordinamento con
il piano urbano del traffico di cui al
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, e con i piani previsti dalla
vigente legislazione in materia ambientale. I piani di risanamento
sono approvati dal consiglio
comunale. I piani comunali di risanamento recepiscono il contenuto
dei piani di cui all'articolo 3,
comma 1, lettera i), e dell'articolo 10, comma 5.
2. I piani di risanamento
acustico di cui al comma 1 devono contenere:
a) l'individuazione della
tipologia ed entità dei rumori presenti, inclusele sorgenti mobili,
nelle zone da
risanare, individuate ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a);
b) l'individuazione dei
soggetti a cui compete l'intervento;
c) l'indicazione delle
priorità, delle modalità e dei tempi per il risanamento;
d) la stima degli oneri
finanziari e dei mezzi necessari;
e) le eventuali misure
cautelari a carattere d'urgenza per la tutela dell'ambiente e della
salute pubblica.
3. In caso di inerzia del
comune e in presenza di gravi e particolari problemi di inquinamento
acustico,
all'adozione del piano si provvede, in via sostitutiva, ai sensi
dell'articolo 4, comma 1, lettera b).
4. Il piano di
risanamento di cui al presente articolo può essere adottato. da
comuni diversi da e i di cui
al comma 1, anche al fine di perseguire i valori di cui all'articolo
2, comma 1, lettera h).
5. Nei comuni con
popolazione superiore a cinquantamila abitanti la giunta comunale
presenta al
consiglio comunale una relazione biennale sullo stato acustico del
comune. Il consiglio comunale
approva la relazione e la trasmette alla regione e alla provincia
per le iniziative di competenza. Per i
comuni che adottano il piano di risanamento di cui al comma 1, la
prima relazione è allegata al piano
stesso. Per gli altri comuni, la prima relazione è adottata entro
due anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge.
Art. 8 - Disposizioni
in materia di impatto acustico
1. I progetti sottoposti
a valutazione di impatto ambientale ai sensi dell'articolo 6 della
legge 8 luglio
1986, n. 349, ferme restando le prescrizioni di cui ai decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri 10
agosto 1988, n. 377, le successive modificazioni, e 27 dicembre
1988, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 1989. devono essere redatti in
conformità alle esigenze di tutela
dall'inquinamento acustico delle popolazioni interessate.
2. Nell'ambito delle
procedure di cui al comma 1, ovvero su richiesta dei comuni, i
competenti soggetti
titolari dei progetti o delle opere predispongono una documentazione
di impatto acustico relativa alla
realizzazione; alla modifica o al potenziamento delle seguenti
opere:
a) aeroporti,
aviosuperfici, eliporti;
b) strade di tipo A
(autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade
extraurbane secondarie), D
(strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F
(strade locali), secondo laclassificazione di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
c) discoteche;
d) circoli privati e
pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti
rumorosi:
e) impianti sportivi e
ricreativi;
f) ferrovie e altri
sistemi di trasporto collettivo su rotaia.
3. E' fatto obbligo di
produrre una valutazione previsionale del clima acustico delle aree
interessate alla
realizzazione delle seguenti tipologie di insediamenti:
a) scuole e asili nido;
b) ospedali;
c) case di cura e di
riposo;
d) parchi pubblici urbani
ed extraurbani;
e) nuovi insediamenti
residenziali prossimi alle opere di cui al comma 2.
4. Le domande per il
rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti e
infrastrutture adibiti ad
attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi
commerciali polifunzionali, dei
provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi
immobili e infrastrutture, nonché
le domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attività
produttive devono contenere una
documentazione di previsione di impatto acustico.
5. La documentazione di
cui ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo è resa, sulla base dei
criteri stabiliti
al sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera l) della presente legge,
con le modalità di cui all'articolo 4 della
legge 4 gennaio 1968, n. 15.
6. La domanda di licenza
o di autorizzazione all'esercizio delle attività di cui al comma 4
del presente
articolo, che si prevede possano produrre valori di emissione
superiori a quelli determinati ai sensi
dell'articolo 3, comma 1, lettera a), deve contenere l'indicazione
delle misure previste per ridurre o
eliminare le emissioni sonore causate dall'attività o dagli
impianti. La relativa documentazione deve
essere inviata all'ufficio competente per l'ambiente del comune ai
fini del rilascio del relativo nulla
osta.
Art. 9. - Ordinanze
contingibili e urgenti
1. Qualora sia richiesto
da eccezionali e urgenti necessità di tutela della salute pubblica o
dell'ambiente,
il sindaco, il presidente della provincia, il presidente della
giunta regionale, il prefetto, il ministro
dell'Ambiente, secondo guanto previsto dall'articolo 8 della legge 3
marzo 1987, n. 59, e il Presidente
del Consiglio dei ministri, nell'ambito delle rispettive competenze,
con provvedimento motivato,
possono ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di
contenimento o di abbattimento delle
emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di
determinate attività. Nel caso di servizi
pubblici essenziali, tale facoltà è riservata esclusivamente al
Presidente del Consiglio dei ministri.
2. Restano salvi i poteri
degli organi dello Stato preposti, in base alle leggi vigenti, alla
tutela della
sicurezza pubblica.
Art. 10. - Sanzioni
amministrative
1. Fatto salvo quanto
previsto dall'articolo 650 del Codice penale, chiunque non ottempera
al
provvedimento legittimamente adottato dall'autorità competente ai
sensi dell'articolo 9, è punito con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 2.000.000
a lire 20.000.000.
2. Chiunque,
nell'esercizio o nell'impiego di una sorgente fissa o mobile di
emissioni sonore, supera i
valori limite di emissione o di immissione di cui all'articolo 2,
comma 1, lettere e) e f), fissati in
conformità al disposto dell'articolo 3, comma 1, lettera a), è
punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire 1.000.000 a lire 10.000.000.
3. La violazione dei
regolamenti di esecuzione di cui all'articolo 11 e delle
disposizioni dettate in
applicazione della presente legge dallo Stato, dalle regioni, dalle
province e dai comuni, è punita con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a
lire 20.000.000.
4. Il 70 per cento delle
somme derivanti dall'applicazione delle ,sanzioni di cui ai commi 1,
2 e 3 del
presente articolo versato all'entrata del bilancio dello Stato per
essere riassegnato, con decreto del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
ad apposita unita' previsionale di
base dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente, per
essere devoluto ai comuni per il
finanziamento dei piani di risanamento di cui all'articolo 7, con
incentivi per il raggiungimento dei
valori di cui all'articolo 2, comma 1, lettere f) e h).
5. In deroga a quanto
previsto ai precedenti commi, le società e gli enti gestori di
servizi pubblici di
trasporto o delle relative infrastrutture, ivi comprese le
autostrade, nel caso di superamento dei valori
da cui al comma 2, hanno l'obbligo di predisporre e presentare al
comune piani di contenimento ed
abbattimento del rumore, secondo le direttive emanate dal ministro
dell'Ambiente con proprio decreto
entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Essi devono indicare tempi di
adeguamento, modalità e costi e sono obbligati ad impegnare, in via
ordinaria, una quota fissa non
inferiore al 7 per cento dei fondi di bilancio previsti per le
attività di manutenzione e di potenziamento
delle infrastrutture stesse per l'adozione di interventi di
contenimento ed abbattimento del rumore. Per
quanto riguarda l'ANAS la suddetta quota è determinata nella misura
del 2,5 per cento dei fondi di
bilancio previsti per le attività di manutenzione. Nel caso dei
servizi pubblici essenziali, i suddetti piani
coincidono con quelli di cui all'articolo 3, comma 1, lettera i), il
controllo del rispetto della loro
attuazione è demandato al ministero dell'ambiente.
Art. 11. - Regolamenti
di esecuzione
1. Entro un anno dalla
data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del
Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su
proposta del ministro dell'Ambiente di
concerto, secondo le materie di rispettiva competenza, con i
ministri della Sanità, dell'Industria, del
Commercio e dell'artigianato, dei Trasporti e della Navigazione, dei
Lavori pubblici e della Difesa,
sono emanati regolamenti di esecuzione, distinti per sorgente sonora
relativamente alla disciplina
dell'inquinamento acustico avente origine dal traffico veicolare,
ferroviario, marittimo ed aereo,
avvalendosi anche del contributo tecnico-scientifico degli enti
gestori dei suddetti servizi, dagli
autodromi, dalle piste motoristiche di prova e per attività
sportive, da natanti, da imbarcazioni di
qualsiasi natura, nonché dalle nuove localizzazioni aeroportuali.
2. I regolamenti di cui
al comma 1 devono essere armonizzati con le direttive dell'Unione
europea
recepite dallo Stato italiano.
3. La prevenzione e il
contenimento acustico nelle aree esclusivamente interessate da
installazioni
militari e nelle attività delle Forze armate sono definiti mediante
specifici accordi dai comitati misti
paritetici di cui all'articolo 3 della legge 24 dicembre 1976, n.
898, e successive modificazioni.
Art. 12. - Messaggi
pubblicitari
1. All'articolo 8 della
legge 6 agosto 1990, n. 223, dopo il comma 2, è inserito il
seguente: «2-bis. E'
fatto divieto alla concessionaria pubblica e ai concessionari
privati per la diffusione sonora e televisiva
di trasmettere sigle e messaggi pubblicitari con potenza sonora
superiore a quella ordinaria dei
programmi».
2. La disposizione di cui
al comma 1 si applica dodici mesi dopo la data di entrata in vigore
della
presente legge. La vigilanza e le sanzioni sono disposte ai sensi
del decreto legislativo 25 gennaio
1992, n. 74.
Art. 13. - Contributi
agli enti locali
1. Le regioni nell'ambito
dei propri bilanci possono concedere contributi in conto interessi e
in conto
capitale per le spese da effettuarsi dai comuni e dalle province per
l'organizzazione del sistema di
monitoraggio e di controllo, nonché per le misure previste nei piani
di risanamento.
2. Nella concessione dei
contributi ai comuni, di cui al comma 1 del presente articolo, è
data priorità ai
comuni che abbiano adottato i piani di risanamento di cui
all'articolo 7.
Art. 14. - Controlli
1. Le amministrazioni
provinciali, al fine di esercitare le funzioni, di controllo e di
vigilanza per
l'attuazione della presente legge in ambiti territoriali ricadenti
nel territorio di più comuni ricompresi
nella circoscrizione provinciale, utilizzano le strutture delle
agenzie regionali dell'ambiente di cui al
decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n.61
2. Il comune esercita le funzioni amministrative relative al
controllo sull'osservanza :
a) delle prescrizioni
attinenti il contenimento dell'inquinamento acustico prodotto dal
traffico veicolare
e dalle sorgenti fisse;
b) della disciplina
stabilita all'articolo 8, comma 6, relativamente al rumore prodotto
dall'uso di
macchine rumorose e da attività svolte all'aperto;
c) disciplina e delle
prescrizioni tecniche relative all'attuazione delle disposizioni di
cui all'articolo 6;
d) della corrispondenza
alla normativa vigente dei contenuti della documentazione fornita ai
sensi
dell'articolo 8, comma 5.
3. Il personale
incaricato dei controlli di cui al presente articolo e il personale
delle agenzie regionali
dell'ambiente, nell'esercizio delle medesime funzioni di controllo e
di vigilanza, può accedere agli
impianti e alle sedi di attività che costituiscono fonte di rumore,
e richiedere i dati, le informazioni e i
documenti necessari per l'espletamento delle proprie funzioni. Tale
personale è munito di documento di
riconoscimento rilasciato dall'ente o dall'agenzia di appartenenza.
Il segreto industriale non può essere
opposto per evitare od ostacolare le attività di verifica o di
controllo.
Art. 15. - Regime
transitorio
1. Nelle materie oggetto
dei provvedimenti di competenza statale e dei regolamenti di
esecuzione
previsti dalla presente legge fino all'adozione dei provvedi menti e
dei regolamenti medesimi si
applicano, per quanto non in contrasto con la presente legge, le
disposizioni contenute nel decreto del
Presidente del Consiglio de ministri 1° marzo 1991, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 57 dell'8
marzo 1991, fatta eccezione per le infrastrutture dei trasporti
limitatamente al disposto di cui agli
articoli 2 comma 2, e 6, comma 2.
2. Ai fini del graduale
raggiungimento degli obiettivi fissati dalla presente legge, le
imprese interessate
devono presentare il piano d risanamento acustico di cui
all'articolo 3 del citato decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 1° marzo 1991, entro il termine di sei
mesi dalla classificazione del territorio
comunale secondo i criteri di cui all'articolo 4, comma 1, lettere
a), della presente legge. Nel piano di
risanamento dovrà essere indicato con adeguata relazione tecnica il
termine entro il quale le imprese
prevedono di adeguarsi ai limiti previsti dalle norme di cui alla
presente legge.
3. Le imprese che non
presentano il piano di risanamento devono adeguarsi ai limiti
fissati dalla
suddivisione in classi del territorio comunale entro il termine
previsto per la presentazione del piano
stesso.
4. Con decreto del
ministro dell'Ambiente, di concerto con il ministro dell'Industria,
del commercio e
dell'artigiano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabiliti i criteri e
le modalità per l'applicazione delle disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 3, del citato decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 1991.
Art. 16. - Abrogazione
di norme
1. Con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, è
emanato, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta
del ministro dell'Ambiente, di concerto
con i ministri competenti, un apposito regolamento con il quale sono
individuati gli atti normativi
incompatibili con la presente legge, che sono abrogati con effetto
dalla data di entrata in vigore del
regolamento medesimo.
Art. 17. - Entrata in
vigore
1. La presente legge
entra in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarla e di farla osservare
come legge dello Stato. |